Claudio Mangiarotti

Consigliere regionale Lombardia

Milano, 3 febbraio 2026 – “La sicurezza dei cittadini e il rispetto per chi indossa una divisa sono le fondamenta di una società libera. La Lombardia deve continuare a correre nella stessa direzione del Governo nazionale, garantendo protezione a chi subisce aggressioni e fermezza contro chi usa la violenza”. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Claudio Mangiarotti illustra così le due mozioni depositate dal Gruppo per blindare la legittima difesa e tutelare gli operatori di Pubblica Sicurezza.

La prima mozione nasce da un recente fatto di cronaca provinciale – a Lonate Pozzolo – in cui un cittadino ha reagito a un’aggressione domestica per trarre in salvo i propri familiari. “Episodi simili – evidenzia Mangiarotti – confermano l’urgenza di stare dalla parte di chi difende i propri affetti. Dobbiamo riconoscere la legittima difesa come un diritto cardine del nostro ordinamento”.

Il secondo atto condanna duramente le aggressioni avvenute durante manifestazioni e cortei degenerati in violenza, come quello recente di Torino. “Nessuna rivendicazione può essere usata come scudo per attaccare le Forze dell’Ordine – conclude il consigliere – perché ogni colpo sferrato contro un agente è un colpo alla nostra sicurezza collettiva. La violenza pianificata non può trovare cittadinanza nelle nostre province”.

“Le Forze dell’Ordine rappresentano il nostro avamposto di legalità e meritano una tutela incondizionata”, prosegue il consigliere di FDI. “Il Pacchetto Sicurezza voluto dal Governo nazionale è una risposta forte e necessaria contro l’impunità. In Lombardia vogliamo fare la nostra parte, promuovendo una cultura del rispetto verso le divise e assicurando dotazioni tecnologiche all’avanguardia per chi lavora in strada. Chi aggredisce un poliziotto o un carabiniere attacca lo Stato e deve sapere che le istituzioni lombarde non faranno alcun passo indietro”.

“Difendere chi vive onestamente e chi presidia il territorio è un impegno che portiamo avanti con orgoglio e coerenza”, conclude Mangiarotti.

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