Milano / Pavia, 25 novembre 2025 – In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Claudio Mangiarotti interviene in merito alla notizia di Fanpage secondo cui una donna vittima di odio razziale a Pavia non potrebbe ottenere lo sfratto di un aggressore perché “non abusivo, ma ospite” di un alloggio Aler.
«Voglio esprimere innanzitutto la massima solidarietà alla donna che ha subito un’inqualificabile violenza di tipo razziale – afferma Mangiarotti – È insopportabile che si possa vivere in paura, nella propria abitazione, a causa di aggressioni e discriminazioni. Questo non è tollerabile».
Tuttavia, prosegue il consigliere, «non posso non rilevare come questa grave vicenda venga trasformata in uno strumento di propaganda politica». «Quanto emerso – spiega Mangiarotti – non riguarda una responsabilità di Regione Lombardia: Aler ha dato un alloggio, ed è intervenuta oggi per offrire sostegno concreto, ma non è un ente di servizio sociale. Il suo compito non è quello di gestire percorsi di presa in carico: Aler non può rimpiazzare il Comune o i servizi sociali. Allora mi chiedo: dove erano il Comune di Pavia e le amministrazioni competenti? Perché questo caso, segnalato già da agosto – secondo le ricostruzioni – è esploso politicamente solo ora? Perché nessuno ha attivato il codice rosso o altri strumenti di protezione immediata?»
Mangiarotti denuncia una strumentalizzazione politica da parte della sinistra: «Sembra che si stia usando la sofferenza di una donna per fare polemica contro Regione Lombardia. Ma noi di Fratelli d’Italia non giochiamo con la violenza. Siamo profondamente impegnati su questo tema, ma lo facciamo con responsabilità e serietà, non per fini elettorali».
In occasione del 25 novembre, Mangiarotti ribadisce il suo impegno personale: «Questa non è una battaglia di parte, ma una battaglia di civiltà. Sono permanentemente al fianco delle donne che subiscono violenza, per promuovere sensibilizzazione, prevenzione e sostegno. Ma sono altrettanto contrario all’uso ideologico o propagandistico di questo tema nei dibattiti d’aula. Le donne meritano rispetto, non slogan vuoti».
Conclude: «Questo episodio mi ricorda che non possiamo abbassare la guardia. Dobbiamo rafforzare i meccanismi di protezione, garantire il diritto alla sicurezza anche nelle case popolari, e costruire una cultura del rispetto. Se la politica si limita alla strumentalizzazione, fallisce nel suo dovere più fondamentale».